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Ottobre 7, 2007 Pubblicato da passionecartoni | Uncategorized | | 2 Commenti

il tulipano nero-stella della senna

Dopo il grande successo di Lady Oscar nel 1975 in Giappone, esce una serie a cartoni animati, apparentemente molto simile: La Seine no Hoshi che in Italia verrà trasmessa nel 1983 su Italia 1 con il titolo Il tulipano nero. A dire il vero il titolo italiano più corretto sarebbe stato “La Stella della Senna”, in quanto è il nome della vera protagonista del cartone, mentre il tulipano nero è l’eroe mascherato che nel corso degli episodi avrà sempre minore rilevanza. Ciò che unisce Lady Oscar al Tulipano nero è l’ambientazione storica relativa al periodo della rivoluzione francese, ma mentre la storia di Lady Oscar ha come sfondo gli intrighi di corte della reggia di Versailles, il Tulipano nero e la stella della Senna combattono da subito per la difesa del popolo contro le prepotenze dei nobili. La serie è diretta da Yoshiyuki Tomino (lo stesso di Gundam) e Masaaki Ohsumi ed è stata prodotta dalla Sunrise Unimax per un totale di 39 episodi, tutti molto belli e avvincenti. Da segnalare la sigla cantata da Cristina D’avena intitolata “I ragazzi della Senna”

La protagonista della serie il Tulipano Nero è Simòne Loraine, una bella ragazza che vive insieme ai suoi genitori adottivi, aiutandoli nel mestiere di fiorai. Un giorno Simòne incontra un misterioso giovane che la aiuta a raccogliere un cesto di fiori, caduto dal carro e le porge una bellissima rosa bianca. Dopo quel breve incontro, la ragazza riprende il cammino con i suoi genitori verso i borghi di Parigi, dove è ben voluta da tutti ed in particolare dal giovane fornaio Mirand. Qui troviamo il perfido tenente di polizia Jeroul, che vieta lo spettacolo ad una compagnia teatrale, rea di prendersi gioco dei nobili, ma il piccolo Danton non ha peli sulla lingua e protesta vivacemente contro Jeroul. Dopo la partenza del carrozzone Danton si trova solo e viene adottato da Simòne che lo invita a lavorare con loro. Subito dopo sentono il suono di un cannone che annuncia l’arrivo della regina Maria Antonietta, moglie di re Luigi VI, la quale indice un ballo in suo onore. Purtroppo a pagare le spese è sempre il popolo e il tenente Jeroul impone ai negozianti l’offerta di carne e frutta necessarie per allestire il banchetto di corte. Il popolo si ribella ed il primo a farne le spese è il fornaio Mirand che viene arrestato. La sera stessa il tenente Jeroul vuole arrestare anche gli amici di Mirand che si erano radunati sotto casa di Simòne, ma in quel momento arriva un misterioso uomo mascherato, con un tulipano nero disegnato sul petto. Il giovane si dimostra essere un abile spadaccino e dopo un breve combattimento, mette in fuga Jeroul e i suoi scagnozzi. Dopo un inteso sguardo con Simòne, sparisce in sella al suo cavallo nero. Questi non è altri che Robert de Vaudrel, figlio del conte de Vaudrel, il giovane che aveva raccolto il cesto di Simòne. Un giorno mentre la ragazza si reca a Versaile per portare dei fiori, incontra il conte Vaudrel che venuto a conoscenza del suo cognome, decide di comprare ogni giorno delle rose per poterla vedere più spesso. Il giorno seguente Simòne implora il conte di liberare Mirand, ma purtroppo egli non ha questo potere. Quella sera stessa Mirand viene trasferito alla Bastiglia e i suoi amici riescono a liberarlo durante il viaggio, ma una spia riferisce del complotto e Jeroul, tende una trappola ai ragazzi. In quel momento arriva il Tulipano Nero, che mette in fuga Jeroul e i poliziotti, sostenuto anche dagli stessi Mirand e i suoi amici. Intanto si sparge la notizia della liberazione di Mirand e Simòne si tiene in contatto con il suo amico tramite il piccolo Danton.
Come tutti i giorni Simòne si reca dal conte per portargli le rose, ma con suo grande stupore questi decide di darle lezioni di scherma, per farla diventare un abile spadaccina. Il padre di Simòne è preoccupato per quell’incontro, ma il giorno stesso ha un’impellente impegno di lavoro, in quanto la superba contessa Madame Catherine, in occasione del ballo in onore di Maria Antonietta, decide di indossare un vestito più bello della regina, ornato da tantissime rose e per sopperire alla gravosa richiesta, il signor Loreine si fa aiutare anche da altri fiorai. La sera del ballo Madame Catherine sfoggia un bellissimo abito ricoperto di fiori, ma alla vista di Maria Antonietta, impallidisce nel vedere il vestito della regina, ancora più bello in quanto ricoperto da rarissime rose nere. Per vendicarsi dell’affronto, Madame Catherine ordina ai suoi uomini di uccidere i fiorai Loreine, rei di aver procurato le rose nere alla regina. Simòne arriva proprio quando suo padre viene trafitto da una spada e in punto di morte confida alla ragazza, che è stata adottata da loro e che i suoi veri genitori sono nobili e che ha una sorella a Versailes, pertanto la invita a diventare una nobildonna. Simòne si affida al conte Vaudrel e inizia gli studi presso il prestigioso convento di Pontemon, mentre la sera in segreto, continua a prendere lezioni di scherma.
Un giorno Simòn mentre passeggia nel cortile del convento incontra Danton che la informa della cattura di Mirand e dei suoi amici da parte di Jeroul e che il Tulipano Nero, ferito nel combattimento, la vuole parlarle. Simòne incontra il Tulipano Nero che la invita a mettere a frutto le lezioni di scherma, al fine di combattere per il bene della giustizia. Così le consegna un costume e da quel giorno diventerà la Stella della Senna. Il primo compito sarà quello di liberare Mirand e la ragazza, indossando il costume nero con la maschera rossa, si dirige in sella al suo cavallo bianco per affrontare il perfido Jeroul. Le guardie scappano e la Stella della Senna batte Jeroul in duello, liberando così Mirand, il quale decide di partire per le americhe dopo aver dato l’addio a Simòne.
Un giorno il conte di Vaudrel incontra il conte Hans Kauniz, un suo vecchio compagno di studi che è a conoscenza della vera identità di Simòne e che reclama il diritto di adottare la ragazza, quindi dopo l’opposizione di Vaudrel, lo ferisce a tradimento con la sua spada e gli ruba il certificato di adozione. De Vaudrel è gravemente ferito e invita Simòne a recuperare il prezioso documento, intanto confida a Robert la verità su Simòne. L’imperatore d’Austria, padre di Maria Antonietta, si innamorò di una bellissima cantante lirica e dal loro amore nacque Simòne, ma poichè lui era sposato con Maria Teresa d’Austria, nessuno doveva venire a conoscenza di quel segreto, pertanto affidò la piccola ai Loraine. Da ciò se ne deduce che Simòne e la regina Maria Antonietta sono sorelle di diversa madre. Intanto la Stella della Senna recupera il prezioso documento e il conte De Vaudrel muore sereno con accanto Robert e Simòne.
Trascorso qualche anno, Simòne conclude gli studi e come premio Robert la porta a Versailles dove incontrerà sua sorella, ma questi non le rivela il nome. Intanto il popolo insorge e mette in fuga l’esercito di Jeroul. Arriva la notizia del ritorno di Mirand dall’America, ma la polizia è pronta per il suo arresto. Robert travestito da frate con il cappuccio, va ad accoglierlo al porto e lo nasconde dentro un carro, dopodiché potrà riabbracciare i suoi amici. Mirand ha studiato leggi e adesso potrà rappresentare il popolo (il Terzo Stato) all’Assemblea Nazionale indetta dal Re in qualità di deputato. Tuttavia la regina Maria Antonietta e il re temono che all’interno del Terzo Stato possano infiltrarsi elementi pericolosi per la monarchia, pertanto verranno fatte severe indagini sui rappresentati del popolo, che dovranno sottoporsi a severi interrogatori. I rappresentati si ribellano in quanto affermano di essere liberi cittadini. Quando Mirand ed altri deputati raggiungono i cancelli della reggia, il Re proclama che ogni loro proposta debba ottenere la sua approvazione per poter diventare legge. Mairand non ci stà e al suo gesto di ribellione viene arrestato e rinchiuso nella Bastiglia. Il popolo insorge e Robert cerca di convincere la regina per la liberazione di Mirand, con scarso successo. Il popolo è in totale rivolta e si organizza per la presa dell Bastiglia. Simòne indossa i panni della Stella della Senna al fine di liberare mirand e ci riesce grazie alla confusione della rivolta che dopo una cruenta (e storica) battaglia occupa la Bastiglia il 14 Luglio 1789.
Intanto a palazzo viene scoperto il doppio gioco di Robert De Vaudrel e questi viene arrestato. La Regina Maria Antonietta, travestita da vivandiera si reca nelle prigioni per parlare con Robert e chiedere motivo del suo tradimento. Una volta liberato e giunti a palazzo, Robert rivela a Maria Antonietta che la tanto odiata Stella della Senna è in realtà sua sorella. In quel momento, si infrange una vetrata e arriva la Stella della Senna, così anche Simòne conosce l’identità di sua sorella: la regina Maria Antonietta. Simòne è incredula; come può sua sorella essersi macchiata di tanti soprusi nei confronti del popolo? Tuttavia dopo quell’incontro e vedendosi crollare tutto il suo mondo, la regina è pentita ed ha il piacere di abbracciare sua sorella, l’unico vero affetto che oramai le è rimasto. Ma ben presto i re saranno deposti e giustiziati come insegna la storia della Rivoluzione Francese e da quel momento non si sentirà più parlare della Stella della Senna e del Tulipano Nero.

per scaricare la videosigla:

http://www.animevideo.biz/download.php?&file=iltulipanonero&sec=archivio&ref=17967

Aprile 27, 2007 Pubblicato da passionecartoni | cartoni, cartoni animati, foto, immagini, manga, ricordi, sigle, video, videosigle | | Ancora nessun commento.

JEEG ROBOT D’ACCIAIO

Dopo il capolavoro di Atlas Ufo Robot, lo sceneggiatore giapponese Go Nagai nel 1975 scrive la storia di “Kotetsu Jeeg” che da noi prenderà il nome di Jeeg Robot d’acciaio, quando nel 1979 verrà trasmesso sulle varie emittenti televisive private. Venne prodotto dalla Toei Daga e la serie sarà costituita da ben 46 episodi.

La storia di Jeeg Robot d’acciaio inizia con la presentazione del personaggio principale: Hiroshi Shiba, pilota di formula 1 e campione in Giappone di questa disciplina, che rimanendo illeso dopo un violento incidente nelle gare, fa intuire di essere datato di particolari poteri sovrumani. Ma quale è il segreto di Hiroshi? Suo padre l’archeologo e scienziato prof. Shiba, anni prima, durante alcuni scavi in Giappone, trovò una campana appartenuta a una antichissima civiltà scomparsa che aveva una evoluzione tecnologica di gran lunga superiore alla nostra. Nella campana erano presenti alcune scritte che attestavano l’ imminente ritorno di questa civiltà sulla terra del Giappone, dopo un letargo millenario. Accadde che il figlio Hiroshi ancora bambino, a causa di una violenta esplosione rischiò di perdere la vita. Suo padre cercò di salvarlo facendo uso di quel particolare ritrovamento, del quale aveva individuato le grandi potenzialità. Grazie alle tecniche del suo laboratorio, riuscì a rimpicciolire la campana e a inserirla nel petto di Hiroshi, che grazie a questo, acquistò dei poteri elettromagnetici che lo resero indistruttibile. Trascorsi 25 anni dal ritrovamento della campana (l’epoca in cui si svolgono gli avvenimenti), si avvera la profezia e quindi il popolo della regina Himika, chiamato Aniba e composto da una moltitudine di mostri, rivendica il diritto di proprietà sul suolo giapponese. Ma all’appello manca la preziosissima campana che racchiude diversi segreti. Una volta che capisce che tutto ciò è in mano al prof. Shiba invia i suoi soldati nel tentativo di catturalo, ma accidentalmente il professore cade da un baratro senza rivelare il suo segreto agli Aniba. Viene recuperato in fin di vita dalla sua assistente Miwa che lo porta da suo figlio Hiroshi, il quale aveva appena vinto una gara di formula 1. Il prof. Shiba prima di morire consegna a Hiroshi un paio di guanti e una collana con appeso un ciondolo.

Questo ciondolo gli servirà per comunicare con un cervello elettronico dentro il quale è stata trasferita la coscienza dello stesso prof. Shiba, che di volta in volta gli darà i consigli su come muoversi e comportarsi. I guanti non sono altro che degli attrezzi tecnologici in grado di sfruttare le sue capacità elettromagnetiche che gli consentiranno di trasformarsi da prima in un umanoide e in seguito (dopo una capriola nell’aria) nella testa di Jeeg il robot d’acciaio, al fine di fronteggiare il terribile esercito dei mostri Aniba. Per completare la trasformazione nel gigantesco robot, Hiroshi ha bisogno degli altri componenti come braccia, gambe ecc… che ogni volta gli dovranno essere lanciati dal veicolo spaziale di Miwa chiamato Big Shooter. Grazie alla sua forza elettromagnetica tutti i componenti verranno collegati alla testa di Jeeg il robot d’acciaio, che sarà pronto per il combattimento contro i mostri Aniba, che la Regina Himika riesce a creare dalla roccia. Himika è decisa a debellare gli umani in quanto in un lontano passato, furono loro la causa del massacro dell’antica popolazione Aniba, che per sopravvivere fu costretta a ibernarsi e a rinchiudersi nelle viscere della terra, sotto la protezione della preziosissima campana. Ma Himika fa un errore gravissimo, una volta venuta a conoscenza del segreto di Hiroshi e della campana, invoca il potentissimo Imperatore delle Tenebre che anziché ringraziarla, la uccide per prendergli il trono e in questo sarà coadiuvato dal generale Flora. L’Imperatore delle Tenebre si dimostra essere un avversario ancora più ostico e sanguinario della precedente regina. Ma Jeeg il robot d’acciaio riesce sempre a sconfiggere i suoi fedeli ministri quali Ikima e Mimashi. Chi riuscirà a dargli filo da torcere è il generale Flora, una donna molto bella che però capirà la malvagità dell’Imperatore e alla fine aiuterà Hiroshi. Le armi di Jeeg il robot d’acciaio comunemente usate in battaglia sono: il maglio perforante, cioè un pugno che si stacca dal braccio di Jeeg e che riesce e perforare l’armatura dei nemici, a volte può essere anche doppio quando i pugni sono due. C’è poi il potentissimo raggio protonico che fuoriesce dalla pancia, in grado di sgretolare la materia. Oltre a queste armi Jeeg possiede tutta una serie di componenti che possono sostituire i suoi arti in base alle esigenze della battaglia, come i missili perforanti che gli consentono di volare, il bazooka spaziale, gli scudi rotanti, un cavallo che lo trasforma in un centauro chiamato Antares ecc… A stemperare le vicende drammatiche della storia ci pensano Pancho e Don, due rivali di Hiroshi nelle corse automobilistiche e che adesso sono pronti a confrontarsi con lui con un robot di loro costruzione chiamato Mechadon, il quale però, finirà sempre col mettersi nei pasticci. A dire il vero, in qualche occasione è riuscito anche dare un preziosissimo aiuto a Jeeg il robot d’acciaio. Dopo varie avventure e duri combattimenti fra Jeeg e i mostri Aniba, si arriverà alla resa dei conti e allo scontro finale tra Jeeg Robot e l’Imperatore delle Tenebre che per l’occasione si trasformerà in un mostro gigantesco. Nonostante le difficoltà iniziali, vista la forza del nemico, Jeeg riuscirà a sconfiggerlo grazie ai suoi componenti ipertecnologici.

per scaricare la videosigla apertura:

http://www.animevideo.biz/download.php?&file=jeegrobot_op&sec=archivio&ref=17969

per scaricare la videosigla di chiusura:

http://www.animevideo.biz/download.php?&file=jeegrobot_en&sec=archivio&ref=17969

Aprile 27, 2007 Pubblicato da passionecartoni | cartoni, cartoni animati, foto, immagini, manga, ricordi, sigle, video, videosigle | | Ancora nessun commento.

JENNY la tennista

Jenny Hiromi, studentessa del liceo, pratica i corsi di tennis con grande forza di volonta’ assieme alla sua migliore amica Maki, per arrivare a partecipare ai tornei di tenns piu’ prestigiosi e superare le gesta della campionessa Reika, soprannominata Madame Butterfly per i suoi leggiadri movimenti in campo. Spinta dall’allenatore Jeremy, Jenny trascura la vita privata e l’amore del campione di tennis maschile Teddy, per dedicarsi anima e corpo a duri allenamenti. Col passare del tempo, il rapporto tra Jenny e Jeremy tende a trasformarsi in amore, ma una cattiva sorte attende dietro l’angolo. Jeremy infatti e’ malato da tempo e alla fine morirà senza confessare i suoi reali sentimenti alla ragazza che oramai ha raggiunto il suo scopo, diventare assieme a Reika e Teddy campionessa mondiale di tennis. Jeremy, lascerà nelle mani di Teddy Jenny e morirà nel momento in cui l’amata si trova su un aereo che la porterà a partecipare ad un importante partita di tennis. Una serie, per me, degna di nota! Bellissimo è molto commovente, riesce ad alternare parti tipiche in anime sportivi e parti tipiche di anime shojo. Consiglio caldamente di comprare il film edito dalla Yamato (alla quale faccio mille ringraziamenti) per potere valutare. Non ne resterete delusi…un bel 10 e lode!! Oltre alla serie e al film, furono realizzati 12 episodi aggiuntivi che riprendono le gesta di Jenny dalla morte dell’allenatore Jeremy. Degna di nota anche la sigla italiana cantata da Nico Fidenco…delude tantissimo (e c’era da aspettarselo..), il rifacimento cantato da Cristina D’avena…una delle sigle più brutte da lei fatte !

per scaricare la videosigla :

http://www.animevideo.biz/download.php?&file=jennyjenny&sec=archivio&ref=17969

Aprile 27, 2007 Pubblicato da passionecartoni | cartoni, cartoni animati, manga, ricordi, sigle, video, videosigle | | 1 Commento